Cyberpredatori sessuali e modalità di avvicinamento alla vittima

Cyberpredatori sessuali e modalità di avvicinamento alla vittima (Pisano, 2011)

Il cyber predatore, durante la relationship-forming stage, può cercare di sedurre la giovane vittima, prendendosi cura (grooming) del suo mondo interno. A tal fine potrebbe sfruttare a proprio vantaggio le problematiche individuali e relazionali tipiche della preadolescenza e quindi di una fase della vita caratterizzata da una profonda incertezza, proponendosi come l’unico adulto capace di comprendere e contenere tale disagio. Il repertorio collaudato di domande generiche (finalizzate a sondare la disponibilità ad affrontare il tema), “Come va con i tuoi genitori?, retoriche (che contengono implicitamente una risposta), “Tuo padre e tua madre ti stimano abbastanza?”, “Si rendono veramente conto dei tuoi problemi?” e seduttive (perché mirano ad esaltare le qualità della giovane vittima), “Ma hanno capito quanto vali?, “Capiscono che ti dovrebbero dare maggiore fiducia, viste le tue capacità?”, permettono al cyber predatore di fare credere al preadolescente di avere finalmente trovato un adulto autorevole e soprattutto diverso dai suoi genitori con il quale può parlare senza correre il rischio di litigare ed essere giudicato.

Aggiungendo poi qualche moderato commento positivo sul loro operato, “Sicuramente ti vogliono bene ma non riescono a dimostrartelo perché hanno molti problemi. Sai bisogna capirli”, l’adescatore evita di entrare in competizione e mantiene una posizione strategicamente neutrale, finalizzata a conquistare completamente la fiducia della giovane vittima. Il cyber predatore si presenta dunque come un positivo sostituto genitoriale, un padre amorevole capace di impersonare l’ideale edipico e quindi di realizzare il desiderio del preadolescente di interagire con una figura paterna perfetta.

Si tratta evidentemente di un’esperienza confondente e mistificante perché il piano delle fantasie è sovrapposto a quello della realtà, in un ambiente nel quale già opera la confusione dei processi logici, e il preadolescente, intanto che costruisce una relazione con il cyber predatore, cerca inconsciamente di realizzare il desiderio edipico di conquistare la figura paterna. Ed infatti se l’obiettivo inconscio è quello di fondersi psicologicamente con il padre ideale, impersonificato dal cyberpredatore, l’effetto reale è che verrà con molta probabilità abusato sessualmente dall’adescatore on line.Ovviamente non tutti i giovani sono così sensibili ai temi edipici al punto da coinvolgersi in attività sessuali con i cyber predatori ma solo quelli che hanno sperimentato importanti deprivazioni affettive e che possono rintracciare in queste relazioni a rischio quelle attenzioni psicologiche che non hanno ricevuto dai propri genitori.

Infine precisiamo che il cyber predatore non funziona come il padre reale e quindi “il terzo” che, fungendo da specchio, può progressivamente condurre il minore verso la differenziazione dalla figura materna e quindi la positiva risoluzione del complesso edipico. Ma essendo “il terzo” digitale e quindi uno specchio frammentato, tenderà a rafforzare nella giovane vittima i processi simbiotici tra l’identità reale e quella virtuale e quindi a stimolare un funzionamento mentale basato sulle relazioni oggettuali parziali. Con il risultato che la giovane vittima tenderà a confondersi ancora di più e a legarsi patologicamente con l’adescatore on line, percependo solo i suoi aspetti positivi.

Nubila