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Tipologie
1.1 Cyberbullismo 1.2 Cyberthreats (cyberminacce) 1.3 Happy Slapping (Schiaffo allegro) 1.4 Cyberbashing 1.1 (Smith, 2007) Cyberbullismo @ Con il termine cyberbullismo si identificano le azioni aggressive ed intenzionali, eseguite, attraverso strumenti elettronici (sms, mms, immagini, foto o video clips, chiamate telefoniche, e-mail, chat rooms, istant messaging, siti web, offensivi e molesti), da una persona singola o da un gruppo, che mirano deliberatamente a far male o a danneggiare un coetaneo che non può facilmente difendersi e che si ripetono nel tempo, protraendosi per settimane, mesi o talvolta anni. |
1.1 Bis (Willard, 2007) ESEMPI di CyberBULLISMO: Il cyberbullismo consiste, dunque, nell’agire in maniera crudele verso altre persone, inviando o pubblicando materiale offensivo attraverso Internet o il telefono cellulare. Ciò può, allora, avvenire con le seguenti modalità: FLAMING - Messaggi elettronici violenti e volgari mirati a suscitare “battaglie” verbali online.
HARASSMENT - Molestie. Invio ripetuto di messaggi offensivi, scortesi e insultanti.
CYBERSTALKING - Cyber-persecuzione. Invio ripetuto di messaggi contenenti minacce o fortemente intimidatori.
DENIGRATION - Denigrazione. Sparlare di qualcuno online. Inviare o pubblicare pettegolezzi e dicerie crudeli su una persona per danneggiarne la reputazione o le amicizie.
IMPERSONATION - Sostituzione di persona. Violare l’account di qualcuno, farsi passare per questa persona e inviare messaggi per dare una cattiva immagine della stessa, crearle problemi o pericoli e danneggiarne la reputazione o le amicizie.
OUTING AND TRICKERY - Rivelazioni e inganno. Condividere online segreti o informazioni imbarazzanti su un’altra persona. Spingere con l’inganno qualcuno a rivelare segreti o informazioni imbarazzanti e poi condividerle on line
EXCLUSION - Escludere intenzionalmente qualcuno da un gruppo online, come una “lista di amici”.
| ATTENZIONE Non sottovalutare il CYBERbullismo. In alcuni casi è necessario ricorrere all’Autorità Giudiziaria. |
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1.2 (Willard, 2006) CYBERMINACCE Le cyberminacce sono affermazioni generali che lasciano pensare che lo scrivente sia emotivamente sconvolto e possa prendere in considerazione il progetto di fare del male a se stesso o ad altri.
| ATTENZIONE Non sottovalutare le CYBERminacce! In alcuni casi è bene segnalarle all’Autorità Giudiziaria. |
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1.2 bis (Willard, 2006) Le CYBERMINACCE si suddividono in: MINACCE DIRETTE: minacce effettive di fare del male a qualcuno o suicidarsi.
MATERIALE A CARATTERE ANGOSCIANTE: materiale online che fornisce indizi circa il fatto che la persona è emotivamente sconvolta e potrebbe pensare di fare del male a qualcuno, a se stessa o suicidarsi.
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1.2 ter (Willard, 2006) ESEMPI DI CyberMINACCE Jeff ha scritto nel suo blog: “Sono un ritardato [imprecazione] per avere anche solo pensato che le cose potessero cambiare. Comincio a rimpiangere di stare al mondo. Ci vuole coraggio per puntare un’arma verso se stessi, ci vuole coraggio per affrontare la morte.”
Celia ha conosciuto Andrew in una chatroom. Andrew ha scritto: “Se porti un’arma a scuola finisci sulla prima pagina di tutti i giornali… non posso immaginare di passare la mia vita senza ammazzare un po’ di gente… le persone assaggeranno il mio fucile per pura disgrazia… se non mi piace il modo in cui mi stai guardando, muori…sono io a scegliere chi vive e chi muore.”
Greg ha creato un account anonimo per la messaggeria istantanea (IM) e ha inviato un messaggio minaccioso alla sorella maggiore, dicendo che il giorno successivo sarebbe stata uccisa a scuola.
Sono tutte storie vere! Jeff ha ucciso nove persone e poi si è suicidato. Celia ha riferito la sua conversazione online al padre, che ha avvisato la polizia. La polizia ha riscontrato che Andrew possedeva parecchie armi, tra cui un AK-47. Attualmente si trova in carcere. La sorella di Greg si è confidata con i genitori che hanno, allora, avvisato la scuola e in quest’ultima è scattato il “lock-down” (procedura adottata negli USA quando una persona armata si aggira per un campus o una scuola). Greg è stato, allora, identificato e quindi arrestato per minacce. |
1.2 quater (Willard, 2007). Non tutte le CYBERminacce sono attendibili! Una minaccia che viene comunicata online potrebbe essere:
uno scherzo, una parodia o un gioco;
una chiacchiera che, una volta nata, è cresciuta e si è propagata;
materiale pubblicato da un giovane che sta recitando un personaggio minaccioso, ma fittizio e limitato alla sfera online;
gli ultimi spari di un “flaming”, una battaglia verbale che è sfuggita di mano e che difficilmente avrà un reale sbocco violento;
materiale pubblicato da qualcuno che si finge un’altra persona, per crearle dei guai;
materiale a carattere angosciante, pubblicato da qualche giovane depresso o arrabbiato che non rappresenta una minaccia immediata.
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1.3 Alexis Akwagyiram (BBC News, 2006) Happy Slapping 
L'happy slapping (schiaffo allegro!) è un fenomeno giovanile iniziato, nel 2004, in Inghilterra.
Un gruppo di ragazzi scopre di divertirsi tirando ceffoni a sconosciuti e riprendendo le azioni con i videotelefonini.
I video vengono poi pubblicati su internet.
| ATTENZIONE

L’Happy Slapping è un reato! SEGNALALO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA |
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1.4 (Parry Aftab, 2006, Philip Recchia, 2006) Cyberbashing 
Un ragazzo o un gruppo di ragazzi picchiano un adolescente, mentre altri riprendono l’aggressione con il videotelefonino.
Le immagini vengono poi pubblicate su internet Le aggressioni sono generalmente reali, qualche volta preparate e quindi recitate
| ATTENZIONE

Il chiberbashing è un reato!
SEGNALALO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
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